Pittura di Dorothy Hood

March 18, 2024May 31, 2024Palm Desert, California
Painting of Dorothy Hood

Dorothy Hood, "Space Signals" (c.1970s)


Informazioni

Dorothy Hood in front of Subterranean Illuminations, c. 1976, photograph courtesy of Meredith Long & Co. © Estate of Dorothy Hood

Dorothy Hood in front of Subterranean Illuminations, c. 1976, photograph courtesy of Meredith Long & Co. © Estate of Dorothy Hood

I dipinti distintivi e carichi di emozione di Dorothy Hood rappresentano un punto di riferimento nell'arte del dopoguerra, un ponte significativo tra il Surrealismo latino-americano ed europeo e l'astrazione newyorkese. Probabilmente non mise mai piede nel bar Cedar Tavern di Greenwich Village, dove si evolse la cara mitologia nata dai dibattiti dominati da uomini che bevevano molto e usavano i pugni, e dalla notte in cui Jackson Pollock, in preda a uno stato di ubriachezza, strappò la porta del bagno dai cardini e la scagliò attraverso la stanza contro Franz Kline. Il suo percorso fu invece personale, con la libertà di pensare, dipingere e disegnare come desiderava. Dal 1941 al 1962, Hood si mosse all'interno di un altro epicentro: la ricca confluenza culturale, politica e artistica del Messico, caratterizzata da un'intensa attività creativa. Tra i suoi amici vi erano le surrealiste Remedios Varo e Leonora Carrington, Rufino Tamayo e José Clemente Orozco, con il quale sviluppò una profonda amicizia.

I dipinti di questa mostra provengono da un periodo in cui Hood tornò in Texas e affrontò grandi temi: l'immensità dell'universo, le complessità della psiche con un anelito di nutrimento spirituale. Creò una narrazione che si rivela continuamente attraverso la padronanza tattile della pittura, stesa a pennello o versata, la cui ampiezza è praticamente ineguagliata negli annali dell'arte del dopoguerra del XX secolo. Il suo lavoro pittorico esplora la sua comprensione spaziale unica e la sua bussola interiore, trasmettendo immense distese energetiche punteggiate da vertiginose interruzioni di forme nettamente definite e opache accanto a fasce di colore lussureggiante ed evocativo. Queste sono le opere che definiscono l'opera di Hood e che ne assicureranno il posto nel pantheon dei grandi artisti americani del dopoguerra.

"Painting of Dorothy Hood" at Heather James Palm Desert
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"Painting of Dorothy Hood" at Heather James Palm Desert

Più di tutto, Hood sperava in una vivacità di partecipazione, "qualcosa di evocato, una forte emozione che faccia sì che le persone si fermino davanti a loro e dicano: 'Oh, cos'è questo?' Non sai cosa sia; ha una sensazione viscerale, questi colori e questa emozione. Poi lo portano a casa, o quando lo vedono in un museo, non torneranno solo per vedere i colori, e non torneranno solo per vedere la forma. Torneranno per vivere un'esperienza. E ogni volta che lo vedranno, vedranno qualcosa di più, che in realtà sarò io."
Un grande dipinto ti fa ricordare qualcosa fuori dal tempo, qualcosa di grande e perfetto, come un evento che non ha avuto inizio ma è sempre esistito.

Dorothy Hood

Catalogo della Mostra